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Tassa sui COV Svizzera: ecco la soluzione per il suo business – La Posta

Scritto da Patrick Wolf | 16-nov-2022 8.09.15

Non è solo il coronavirus a creare problemi ai commercianti dell’e-commerce, anche la dogana svizzera può risultare complessa. Le mostriamo cos’è la tassa d’incentivazione sui COV e in quali ambiti viene applicata. 

Desidera vendere disinfettanti ai clienti svizzeri in tempo di COVID-19? Buona idea! Sa però che potrebbe dover pagare una tassa sui COV?

Se non ne era a conoscenza, qui le spieghiamo tutto ciò che occorre sapere sul tema.

Se invece lo sapeva già, le suggeriamo come evitare di accumulare ritardi alla dogana, far arrabbiare i clienti svizzeri e ridurre i margini, grazie a «Mailbox Plus» della Posta Svizzera!

 

 

Ma cosa significa COV?

L’acronimo COV sta per composti organici volatili, in inglese volatile organic compounds. Si tratta di solventi impiegati in vari settori e contenuti in diversi prodotti.

I più comuni sono, ad esempio, acetolo, benzolo e propano. I COV sono presenti anche in prodotti quali colori, vernici, detergenti e profumi.

Purtroppo, i composti organici volatili hanno uno svantaggio: favoriscono la formazione di ozono a livello del suolo; per questo motivo, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) applica una cosiddetta tassa d’incentivazione su sostanze e prodotti che contengono COV.

Il suo versamento rappresenta una sorta di compensazione per la vendita di merci che indirettamente possono danneggiare l’ambiente e anche l’uomo. Il ben noto smog estivo può essere, ad esempio, una conseguenza delle emissioni di COV. La tassa d’incentivazione è quindi una tassa per l’ambiente.

 

Non tutti i COV sono soggetti a tassazione

Quali sostanze sono soggette alla tassa d’incentivazione e sono quindi rilevanti per la sua attività? Dia un’occhiata alla OCOV (Ordinanza relativa alla tassa d’incentivazione sui composti organici volatili) dell’Ufficio federale dell’ambiente svizzero: lì troverà in allegato un elenco di tutti i gruppi di sostanze, materiali e prodotti soggetti alla tassa sui COV in Svizzera.

 

Come funziona la riscossione della tassa d’incentivazione?

In linea di principio, la tassa d’incentivazione sui COV viene riscossa al momento dell’importazione della merce in Svizzera. Esistono tuttavia vari modelli che illustrano come viene calcolata e chi la deve effettivamente versare. Per illustrare il tutto in modo dettagliato, dobbiamo occuparci brevemente del tema Incoterm.

 

Incoterms

Gli Incoterms sono determinate clausole commerciali che regolano il traffico internazionale delle merci e standardizzano condizioni di consegna e pagamento. Definiscono dettagli quali luogo della prestazione, trasferimento dei rischi o spese di trasporto, affinché entrambe le parti contraenti siano certe sin dall’inizio di come è pianificata la transazione.

Gli Incoterms sono quindi importanti sia per lei sia per i suoi clienti, perché regolano anche il pagamento della tassa d’incentivazione sui COV e di altre spese doganali.

Normalmente, per esportare in Svizzera si utilizzano gli Incoterms DAP o DDP. Di seguito spiegheremo brevemente questi due concetti. Può trovare una descrizione più dettagliata nel nostro blog sull’e-commerce Incoterms DDP e DAP.

 

DAP

DAP sta per «delivery at place» e significa semplicemente che lei è sì responsabile del trasporto, ma tutte le altre commissioni quali dazi doganali, tassa d’incentivazione o IVA sono a carico del cliente svizzero, il quale è tenuto a versarle al momento dell’accettazione della merce oppure anticipatamente, mediante bonifico online.

A farsi carico dello sdoganamento è l’operatore di competenza o la Posta Svizzera che esigerà, per questa prestazione, delle commissioni dall’acquirente svizzero.

 

Svantaggi del DAP

Il DAP non è esattamente la soluzione ottimale. Sicuramente, come commerciante, risparmia costi aggiuntivi, ma a scapito del cliente che non sarà molto entusiasta di questa procedura. Al momento del check out, l’acquirente paga infatti solo il valore della merce più le spese di spedizione, ma successivamente si trova ad affrontare altri pagamenti come la tassa d’incentivazione e le commissioni di sdoganamento.

I consumatori svizzeri sono acquirenti con grande esperienza nell’e-commerce internazionale, che sanno cosa li aspetta in caso di DAP e cercano pertanto di evitare il più possibile gli shop online che offrono questa soluzione. Che ripercussioni ci sono per il suo CVR? Glielo lasciamo immaginare: sicuramente niente di positivo!

DDP

L’alternativa al DAP è il DDP: Delivered Duty Paid. Per lei, in qualità di commerciante online, il DDP è la soluzione perfetta per esportare i suoi prodotti in Svizzera.

Si fa infatti carico di tutti costi quali tassa d’incentivazione sui COV, dazi doganali e imposte, sgravando così i suoi clienti, i quali pagano il prezzo indicato, inclusivo di tutti costi, e possono essere certi che non dovranno sostenere altre spese successivamente.

L’unica eccezione è costituita dagli accertamenti speciali che possono essere effettuati, ad esempio, in caso di controlli sui metalli preziosi. I relativi oneri aggiuntivi vengono infatti addebitati agli acquirenti svizzeri.

Vantaggi del DDP


  • Nessun costo nascosto per i clienti
  • La merce è già sdoganata e può essere recapitata direttamente
  • Maggiori tassi di conversione con il servizio DDP

Naturalmente deve riflettere se far gravare i costi aggiuntivi sul prezzo del prodotto o sui suoi margini. Entrambe le opzioni hanno vantaggi e svantaggi, ma è comunque meglio rispetto alla possibilità di mettere l’acquirente di fronte a costi non pianificati.

Rispetto al DAP, il DDP dà un forte slancio ai KPI del suo e-commerce!

 

 

Quali spese doganali si devono sostenere?

La tassa sui COV della Svizzera non è l’unico costo doganale dovuto per esportare in questo bellissimo paese. Ecco una panoramica:

  • IVA
  • dazi doganali:
    • tributi doganali (alle autorità doganali svizzere)
    • spese doganali aggiuntive (ad esempio per generi alimentari e metalli preziosi)
  • commissioni di sdoganamento (per l’esecuzione dello sdoganamento da parte degli operatori)
  • altre tasse:
    • tassa d’incentivazione sui COV
    • imposte speciali (per tabacchi o alcool)

 

Tre varianti per gestire la tassa sui COV in Svizzera

Come si può gestire la tassa d’incentivazione sui COV? Pagando autonomamente e, in questo caso, detraendo l’importo dai propri margini? Oppure addebitando la tassa sul prezzo di vendita? Le presentiamo tre opzioni e le relative conseguenze sul suo business.

 

Opzione 1: paga la tassa sui COV e la detrae dai suoi margini (DDP)

In questo caso è responsabile di tutti i costi e versa in prima persona IVA, commissioni di sdoganamento, tributi doganali e anche la tassa d’incentivazione.

Il cliente svizzero riceve quindi la sua merce a domicilio, senza dover temere l’addebito di costi aggiuntivi.

Deduce la tassa d’incentivazione sui COV dai suoi margini, pertanto il prezzo finale per il cliente sarà inferiore, ma anche il suo profitto. In compenso, il suo CVR crescerà notevolmente.

 

Opzione 2: integra la tassa sui COV nei suoi prezzi (DDP)

Simile all’opzione 1, però in questo caso addebita le presunte tasse sui COV sui suoi prezzi di vendita. In questo modo il suo profitto cresce, ma anche il prezzo per il cliente, con una conseguente riduzione dei tassi di conversione.

Inoltre, dovrebbe anche conteggiare in anticipo i presunti costi COV o, in alternativa, fissare un importo forfettario.

 

Opzione 3: l’acquirente paga l’imposta sui COV più i costi di sdoganamento alla consegna della merce (DAP)

L’unico vantaggio di questa variante è che lei non si deve preoccupare di nulla e risparmia costi aggiuntivi, a scapito però di una buona customer journey e danneggiando la sua reputazione.

Con questa opzione scarica infatti praticamente tutti i costi sul cliente, che non solo deve effettuare almeno un altro pagamento, ma deve forse anche ritirare il pacco in dogana. Avverta il suo servizio clienti che riceverà molte chiamate di clienti arrabbiati.

Gli svizzeri hanno molta esperienza con lo shopping cross-border e con la dogana, prestano quindi grande attenzione alle condizioni di consegna prima di procedere all’acquisto. Se il cliente scopre eventuali costi aggiuntivi, preferisce probabilmente rivolgersi alla concorrenza.

 

Come vengono conteggiati i dazi doganali in Svizzera?

Le aliquote dei dazi doganali in Svizzera fanno riferimento al peso lordo dell’invio e non al valore della merce, come avviene invece nel resto del mondo. A sua volta, il peso lordo è composto da elementi diversi a seconda del tipo di tassa da conteggiare.

Per i tributi doganali si considera il peso della merce e quello dell’imballaggio, ma non il peso della scatola per l’invio.

A seconda del tipo di prodotto, vengono applicati dazi di valore diverso. L’ammontare viene sempre indicato in franchi per 100 kg di peso: per una camicia in cotone si tratta ad esempio di 200 franchi per 100 kg, quindi 2 franchi al kg.

Nella nostra guida troverà le spiegazioni di tutte le disposizioni doganali svizzere.

La tassa sui COV in Svizzera ammonta a sua volta a 3.00 franchi al kg. In questo caso è estremamente importante trasmettere alla dogana il peso COV esatto di un invio, perché altrimenti la tassa d’incentivazione COV viene applicata sul peso complessivo del pacco, includendo, al contrario dei dazi doganali, anche il cartone di spedizione!

 

Come calcolare la tassa sui COV: un esempio

La seguente immagine mostra l’esempio di un profumo e i suoi diversi imballaggi. Si riconosce chiaramente la differenza tra i due diversi tipi di calcolo: se per il calcolo viene considerata l’esatta quota COV, risulta una tassa sui COV di 0.15 franchi (0.05 kg x CHF 3.00).

Se invece non viene trasmesso il peso COV esatto, la dogana svizzera calcola la tassa sui COV sulla base del peso lordo dell’intero pacco. In questo caso, il peso per la quota COV non è più 50 grammi ma 900, includendo profumo, componenti COV e tutti gli imballaggi. La tassa sui COV sale quindi a 2.70 franchi (0,9 kg x CHF 3.00).

In questo esempio il dazio doganale è di 2.40 franchi, considerando il profumo, il suo contenuto di COV e l’imballaggio primario e secondario della merce, per un totale di 800 g. La scatola per la spedizione non è invece rilevante per i tributi doganali.

 

Franchigia doganale

Esiste una franchigia doganale di 5.00 franchi, ciò significa che se le spese doganali conteggiate sono inferiori a questo importo, non vengono applicate affatto.

Consideri, tuttavia, che si intende la somma di tutte le spese doganali: quindi tributi doganali e tasse d’incentivazione. Se vuole quindi calcolare la tassa sui COV per la Svizzera, deve tenere a mente anche le altre spese.

Per il suddetto esempio del profumo si hanno quindi due opzioni:

  • trasmette il peso COV esatto e paga 2.40 franchi di dazi doganali e 0.15 franchi di tasse d’incentivazione. Poiché l’importo complessivo è inferiore al limite di franchigia, non deve versare alcun importo.
  • Non trasmette i dati esatti e paga quindi 2.40 franchi di dazi doganali e 2.70 di tassa sui COV. L’importo complessivo di 5.10 franchi è superiore al limite di franchigia e deve pertanto versare l’intera somma.

La franchigia doganale rappresenta quindi un incentivo finanziario per organizzare adeguatamente il proprio sistema di sdoganamento al fine di evitare il più possibile di pagare i dazi!

 

Sdoganamento singolo vs. sdoganamento collettivo

Come commerciante e-commerce ha la possibilità di sdoganare gli invii singolarmente o collettivamente.

Lo sdoganamento collettivo sembra pratico a prima vista, perché le consente di far passare la frontiera a tutti i suoi invii in un’unica volta. Tuttavia, in questo caso il personale dell’Amministrazione federale delle dogane calcola i dazi doganali di tutti i pacchi insieme, superando quindi facilmente la franchigia. 

Potrebbe perciò dover pagare i dazi per invii che, sdoganati separatamente, sarebbero al di sotto della franchigia. In altre parole, con lo sdoganamento singolo risparmia moltissimo sulle spese doganali!

Vuole saperne di più? Dia un’occhiata al nostro blog sull’ottimizzazione delle spese doganali nell’export verso la Svizzera.

 

Come può aiutarla la Posta Svizzera?


Con «Mailbox Plus», la nostra soluzione all in one per i commercianti e-commerce, che le consentirà di ridurre i suoi costi COV, sdoganare la merce in modo interamente automatizzato e beneficiare di quasi 4000 punti drop-off per eventuali resi.

È sufficiente che ci invii tutti i dati rilevanti, comprese le informazioni sul peso COV, e noi facciamo il resto! Il risultato? Una customer journey perfetta, clienti soddisfatti e un CVR migliore per lei!

I vantaggi di «Mailbox Plus» a colpo d’occhio:

  • recapito con costi ottimizzati
  • sdoganamento automatizzato
  • nessun ritardo al confine
  • spedizione end to end in 48 ore dall’UE alla Svizzera
  • nessun pagamento aggiuntivo al domicilio del cliente grazie al DDP
  • 3903 punti drop-off per i resi in CH
  • sdoganamento e trasporto dei resi automatizzati

 

Un servizio a tutto tondo

Nella logistica per il cross-border e-commerce e nella gestione dei resi i dati sono l’elemento chiave. Alla dogana, in particolare, inviando tutti i dati necessari correttamente, si evitano controlli fisici.

Ciò vale anche per i prodotti soggetti alla tassa sui COV. Gestendo tutti i dati tramite un operatore, quest’ultimo può svolgere congiuntamente tutte le operazioni: sdoganamento, trattamento, gestione dei resi e anche un possibile rimborso dei dazi doganali.

Si beneficia anche di ulteriori vantaggi:

  • poiché lo stesso operatore si occupa di tutto, lei necessita solo di un’integrazione, con una conseguente maggiore sicurezza dei dati;
  • ha solo una persona di contatto per tutte le procedure;
  • utilizza il traffico delle linee vuote per il trasporto dei resi.

 

Vuole ridurre al minimo le spese doganali e, al contempo, offrire ai suoi clienti svizzeri una customer journey perfetta? Che cosa sta aspettando?