Importazione in Svizzera a prova di CITES: la guida al cross-border e-commerce di piante e animali esotici

Siete commercianti online e avete intenzione di importare in Svizzera oggetti esotici come eleganti stivali in pelle di coccodrillo, scacchiere con pedine d’avorio, specie di orchidee rare o collane di corallo? Forse immaginate già che non sarà affatto un’impresa semplice e temete che qualche complicata ordinanza delle autorità doganali svizzere o un’altra normativa specifica possa finire per mettervi i bastoni tra le ruote.
 |  11.07.2024  |  Tempo di lettura 10 Min
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E in effetti avete ragione: tutti gli esercenti online sono tenuti a rispettare l’accordo CITES sulla flora e sulla fauna. «CITES? C’entra qualcosa con i siti web?», vi starete forse chiedendo. 

Assolutamente no. In questo articolo del blog vi riveliamo tutto quello che c’è da sapere sulla convenzione internazionale CITES e vi spieghiamo di cosa si tratta, come potete organizzare la vostra attività di commercio online transfrontaliero verso la Svizzera in maniera seria ed efficiente e a quali normative dovete prestare attenzione per evitare grane con le autorità doganali.

Vendete i vostri prodotti all’estero e in futuro vorreste allargare i vostri orizzonti alla clientela elvetica? O magari l’avete già fatto? Se importate già in Svizzera saprete senz’altro che lo sdoganamento può essere davvero complicato.

E qui una logistica ottimizzata può venirvi in aiuto su più fronti: con la soluzione di invio giusta, infatti, non solo risparmierete tempo e denaro, ma semplificherete anche moltissimo le procedure doganali.


Commercio online in Svizzera e specie a rischio: che cos’è la CITES?

La fitta giungla della burocrazia e delle normative doganali ospita una particolare convenzione soprannominata CITES, che ha visto la luce nel 1973 ed è ormai riconosciuta da quasi tutte le nazioni del mondo. Come specifica il suo nome completo «Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora», si tratta di un accordo internazionale che disciplina il commercio di specie di fauna e flora a rischio di estinzione per proteggerle dai bracconieri e da altri pericoli, preservandole così per le future generazioni. 

Cites Fauna

 

Di certo, in quanto esercenti online non vorrete che simpatici pappagalli e tenere tartarughe finiscano per estinguersi: proprio per questo è essenziale che rispettiate la CITES e le sue regole nell’ambito del commercio transfrontaliero verso la Svizzera. Attualmente nella CITES sono inserite oltre 5000 specie animali e più di 28’000 specie vegetali: pertanto, vi consigliamo di accertarvi che la vostra merce non sia inclusa nel lunghissimo elenco delle specie protette. 

Avere la coscienza pulita e tutelare la vostra reputazione non sono però gli unici motivi per cui vale la pena conoscere a fondo la normativa CITES: violare l’accordo internazionale per voi comporterebbe ben presto dei grattacapi con le autorità doganali, con conseguenti problemi di sdoganamento della merce che potrebbero mettere a repentaglio la puntualità della consegna. E così l’importazione transfrontaliera verso la Svizzera potrebbe diventare un vero inferno e finire per prosciugarvi le forze... e anche il portafoglio. 

Per evitare il peggio, di seguito vi spieghiamo dove potete ottenere l’autorizzazione e gli altri documenti necessari ai sensi dell’ordinanza svizzera CITES e quali disposizioni particolari si applicano al commercio online transfrontaliero con specie di flora e fauna a rischio di estinzione. 


Addio problemi con flora e fauna: come agire nel rispetto della CITES e fare affari in Svizzera con la coscienza pulita

L’ordinanza svizzera CITES ha un obiettivo: controllare il commercio di specie di fauna e flora selvatiche a rischio di estinzione, in modo da garantire che tra 100 anni sia ancora possibile ammirare coccodrilli, rinoceronti e pappagalli in natura. Per questo, le merci realizzate con specie animali e vegetali protette dalla convenzione devono disporre di un certificato ufficiale per l’importazione in Svizzera. 

Le normative della CITES si suddividono in tre allegati: l’allegato 1 (o allegato I) corrisponde al massimo grado di tutela e riporta circa 1000 specie di fauna e flora soggette a un sostanziale divieto di commercio, tra cui elefanti (e quindi addio pedine degli scacchi d’avorio!), rinoceronti, alcuni legni pregiati e varie specie di orchidee. Gli allegati 2 e 3 (o allegato II e allegato III) includono specie come cactus, coccodrilli, lupi e la maggior parte delle specie di pappagalli, il cui commercio è consentito solo in maniera regolamentata e controllata attraverso appositi certificati.


Consiglio dell’esperto:

Dato che l’elenco delle specie di flora e fauna protette viene costantemente aggiornato, è bene che lo consultiate regolarmente e vi accertiate sempre della conformità della vostra merce alle normative CITES.

Consiglio dell’esperto:

Dato che l’elenco delle specie di flora e fauna protette viene costantemente aggiornato, è bene che lo consultiate regolarmente e vi accertiate sempre della conformità della vostra merce alle normative CITES.

Insomma, chi importa in Svizzera merci regolamentate dalla CITES deve assolutamente informarsi a dovere, organizzarsi bene e disporre di un’ottima rete di contatti.


Procedure digitali e sostenibilità: come farsi strada nel commercio online transfrontaliero verso la Svizzera

Poniamo che vogliate importare in Svizzera delle borse in pelle di coccodrillo provenienti dal Ghana. 

Tralasciando la questione complessa della conservazione delle specie a rischio, dovete organizzarvi in modo da garantire una procedura di sdoganamento corretta ed efficiente. Nel caso appena citato la procedura di sdoganamento si svolgerebbe più o meno come descritto di seguito. 

  1. Autorizzazione al commercio di specie regolamentate dalla CITES: per prima cosa dovete procurarvi un permesso d’esportazione presso l’autorità competente del paese da cui provengono le borse di coccodrillo. A questo punto bisogna richiedere un’autorizzazione all’importazione presso l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) in Svizzera. 
  2. Dichiarazione d’importazione: prima di spedire le borse di coccodrillo in Svizzera dovete effettuare la dichiarazione all'Amministrazione federale delle dogane (AFD) tramite l’apposito sistema elettronico di dichiarazione doganale (e-dec). Di norma, la procedura digitale di dichiarazione richiede 24 ore circa. 
  3. Invio dei documenti CITES: a questo punto bisogna spedire gli originali delle autorizzazioni d’esportazione e importazione corredati dalla dichiarazione doganale prima che la merce arrivi in Svizzera.  
  4. Verifica e ispezione: all’atto dell’importazione delle borse di coccodrillo, le autorità doganali e l’USAV possono verificare la conformità delle merci in rapporto ai rispettivi permessi. Se è tutto a posto vi viene rilasciata un’autorizzazione d’importazione.
  5. Sdoganamento e IVA: dopo la verifica e l’approvazione dei documenti CITES e della merce bisogna versare le tasse d’importazione previste e l’IVA. L’ammontare delle spese dipende dal tipo di borse e dal loro valore. 
  6. Rilascio da parte della dogana: dopo aver versato l’IVA e le tasse ottenete il rilascio doganale per le vostre borse di pelle di coccodrillo e potete finalmente importarle in Svizzera. 

Se intendete importare regolarmente merce in Svizzera nell’ambito della vostra attività di e-commerce transfrontaliero, compilare di continuo permessi e autorizzazioni sarebbe una vera seccatura. In tal caso vi conviene dichiarare un’attività d’importazione a titolo professionale con merci di specie protette dalla CITES e richiedere un’autorizzazione d’importazione permanente, che vi dà diritto a importare borse in pelle di coccodrillo per due anni senza dovervi procurare ogni volta una nuova autorizzazione!

La tariffa doganale Tares rivela molte informazioni importanti, come possibili aliquote di sdoganamento, tasse doganali, obblighi di autorizzazione ecc. Per ricevere queste informazioni basta inserire la data, il paese d’esportazione e d’importazione e la voce di tariffa riportata nella panoramica.

Oltre ai divieti praticamente generalizzati d’importazione (allegato 1), come nel caso dell’avorio o degli scialli in lana di antilope tibetana, ad alcune merci ammesse si applicano delle disposizioni speciali: può darsi quindi che siano necessarie delle autorizzazioni supplementari o che sia consentito importare solo una certa quantità di merci in una data stagione. 

Se elencassimo tutte le eccezioni alle regole, l’articolo non finirebbe più; pertanto, è essenziale che vi informiate sempre sulle disposizioni vigenti sulla base del vostro caso concreto. Sostanzialmente dovete essere in grado di dimostrare l’origine e la provenienza della vostra merce e di essere in possesso di una legittima autorizzazione a disporne. 

Se volete che tutte le procedure vengano sbrigate in maniera rapida ed efficiente, l’ideale è rivolgersi a un agente doganale o a uno spedizioniere, che vi aiuterà a rispettare le disposizioni vigenti e a sbrigare tutte le operazioni di sdoganamento. 

Si tratta di una soluzione che non solo vi semplifica il lavoro, ma che consente di prevenire anche potenziali errori. Se decidete di affidarvi a un professionista del settore, basterà fornirgli le seguenti informazioni: 

  • codice e link dell’articolo (per poter identificare il prodotto nello shop) 
  • descrizione dell’articolo e relativo materiale (per capire se il prodotto rientra tra le merci critiche)
  • voce di tariffa doganale (affinché l’esperto possa confrontare l’articolo con il sistema doganale svizzero) 

Qualora il vostro prodotto rientri tra quelli critici, lo specialista in materia di CITES vi proporrà delle misure adeguate: nel peggiore dei casi vi consiglierà di non importare quel prodotto in Svizzera perché non ne vale la pena.  

Se si tratta del vostro core business o di un cavallo di battaglia del vostro shop potete provare ad avviare l’apposita procedura di autorizzazione. Anche in questo caso vi consigliamo di avvalervi di un’assistenza competente per evitare eventuali problemi logistici e soppesare fin da subito le opportunità e i rischi calcolabili.


La Svizzera, eldorado dell’e-commerce: la ricetta del successo per le vendite oltreconfine

Come avrete capito si tratta di un tema decisamente ampio e complesso, che può presentare molteplici sfide per chi è alle prime armi con la CITES. Ecco i nostri consigli per evitare i passi falsi più gravi.  

  • Procuratevi tutti i documenti necessari per l’importazione PRIMA di spedire la merce in Svizzera. 
  • Informatevi regolarmente e fate attenzione alle disposizioni particolari nonché a eventuali modifiche legislative riguardanti le autorità doganali o altri enti coinvolti. 
  • Stabilite una comunicazione chiara ed efficace con la società di spedizioni di vostra fiducia specializzata nello sdoganamento e nell’importazione di merci soggette alla CITES e, ove necessario, con le autorità doganali. 
  • Puntate sull’automatizzazione dei dati avvalendovi di un sistema di sdoganamento digitale per la vostra piattaforma di e-commerce nonché di tool basati sull’intelligenza artificiale per confrontare le vostre merci con le normative vigenti e ricevere una notifica in caso di aggiornamenti. 

Insomma, chi importa in Svizzera merci regolamentate dalla CITES deve assolutamente informarsi a dovere, organizzarsi bene e disporre di un’ottima rete di contatti.


L’Odissea della CITES: problemi e sfide dello sdoganamento della merce diretta in Svizzera

Naturalmente, nemmeno una preparazione perfetta basta a scongiurare del tutto il rischio di errori allo sdoganamento. Dato che le sfide sono davvero tante e sarebbe impossibile elencarle tutte, di seguito ne riportiamo tre molto frequenti. 

  1. Spesso ci sono dei ritardi nella consegna. Molte volte bastano una buona preparazione e una documentazione completa per scongiurarli, ma con la merce soggetta alla CITES è impossibile avere la certezza assoluta. 
  2. Un problema tipico è la documentazione errata o incompleta. In questo caso conviene rivolgersi a una società di spedizioni esperta, in grado di classificare e documentare correttamente la vostra merce. 
  3. Lo sdoganamento delle merci CITES destinate alla Svizzera può essere estremamente costoso, perché a seconda di categoria, quantità e altri criteri, i prodotti possono essere soggetti a tasse elevate. Inserire dati errati non fa che aumentare i costi, motivo per cui vale la pena avvalersi di una consulenza.  

Non fatevi scoraggiare dalla giungla di regole! L’e-commerce transfrontaliero con merci soggette alla CITES può essere molto redditizio: è questione di tecnica e di trovare la strategia giusta! E ricordate che l’ordinanza CITES non è stata emessa per causarvi dei grattacapi ma per proteggere dall’estinzione le specie animali e vegetali a rischio. Con una spedizione a impatto zero renderete ancora più sostenibile la vostra logistica e contribuirete alla tutela dell’ambiente.


Conformità alla CITES: il trampolino di lancio per il vostro e-commerce transfrontaliero

Se siete commercianti online e volete importare merci esotiche in Svizzera potete far leva sui lati positivi della convenzione CITES. Oltre al fatto di agire nel rispetto della legge evitando multe salate, avrete anche l’opportunità di affermarvi su mercati di nicchia lucrativi con poca concorrenza. Il mercato elvetico è infatti estremamente redditizio e offre possibilità di vendita senza eguali nel settore dei beni di lusso.

Cites Fauna

Attenendovi alle disposizioni di tutela delle specie minacciate e dimostrando di essere in possesso di una legittima autorizzazione date prova di responsabilità e affidabilità alla clientela. Il commercio consapevole e sostenibile dimostra che non avete problemi a rivelare da dove proviene la merce, il che non può che essere positivo per la vostra immagine.

E non solo: più la vostra immagine positiva si affermerà nel settore di nicchia, più è probabile che realizzerete fatturati più alti grazie all’ottima fidelizzazione della clientela, con tanto di passaparola, ulteriori acquisti e rating migliori sui motori di ricerca.  

E infine, con una preparazione attenta potete evitare ritardi, rinvii o sequestri in fase di sdoganamento da parte delle autorità doganali svizzere, migliorando non solo la qualità dei vostri servizi e velocizzando i tempi di consegna, ma risparmiandovi anche grossi costi di opportunità e grattacapi. In Svizzera le violazioni delle norme CITES possono essere punite con sanzioni fino a  CHF 20’000. Per non parlare poi del fatto che potrete vendere quantità maggiori di merce nello stesso tempo, rendendo più efficiente e redditizia la vostra attività di e-commerce transfrontaliero.


Il safari delle commissioni CITES: un’avventura tra innumerevoli tariffe esotiche

Se importate in Svizzera merci regolamentate dalla CITES per la flora e/o la fauna, oltre all’IVA dovete versare delle tasse differenti, stabilite a seconda delle categorie di merci CITES flora e CITES fauna. 

L’ordinanza sulle tasse CITES per le specie di flora 

Se decidete di importare in Svizzera delle piante regolamentate dalla CITES, ad esempio delle orchidee provenienti da paesi extraeuropei, dovete corrispondere una tassa di base e una tassa supplementare. La tassa di base ammonta a CHF 50 per certificato fitosanitario, mentre quella supplementare dipende dal numero di articoli.  

L’emolumento per un’orchidea (un articolo) con il rispettivo certificato fitosanitario sarebbe pari a CHF 60, mentre per tre orchidee munite di certificato fitosanitario bisognerebbe versare CHF 80. Se importate in terra elvetica dieci orchidee di diversa origine (due certificati fitosanitari con cinque articoli ciascuno), paghereste circa CHF 200 di tasse.

Ma la tassa CITES per la flora non va versata solo per le piante vive; è prevista ad esempio anche per un pullover i cui bottoni sono realizzati in un legno pregiato soggetto alla CITES. 

Inoltre, le piante vive devono essere sottoposte a un controllo fisico, che costa altri CHF 60 di tasse. Per un controllo dei documenti senza verifica fisica si applica una commissione di CHF 30. Le tasse non sono incluse nella dichiarazione doganale e vengono calcolate a posteriori.

L’ordinanza sulle tasse CITES per le specie di fauna 

Gli emolumenti per l’ispezione di specie di fauna e prodotti animali soggetti alla CITES vengono stabiliti dalle autorità responsabili, nello specifico l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). Le tasse d’ispezione possono variare a seconda del tipo di prodotto, della grandezza della spedizione e dell’impegno ispettivo richiesto. 

In base ai prodotti soggetti alle norme CITES per la conservazione della fauna che vengono importati, l’ispezione può includere una verifica fisica della merce o un controllo della relativa documentazione. Le tasse possono variare a seconda del tipo e della portata dell’ispezione. 

Anche le dimensioni dell’invio, la quantità di esemplari o prodotti animali interessati, il peso e il numero di specie diverse regolamentate dalla CITES influenzano l’importo delle tasse d’ispezione. 

In alcuni casi può rendersi necessario effettuare ulteriori test e analisi per verificare il rispetto delle disposizioni CITES e delle normative nazionali in vigore, come ad esempio per la carne bovina proveniente da paesi in cui non è vietato l’impiego di ormoni della crescita. I costi di tali test e analisi possono far lievitare le tasse d’ispezione. 

A queste si aggiungono poi ulteriori spese amministrative che le autorità competenti possono addebitare per l’elaborazione delle richieste, l’emissione di autorizzazioni e certificati e lo svolgimento di ispezioni. 

Le tasse per l’ispezione di esemplari vivi e prodotti animali in sede di sdoganamento per l’ingresso in Svizzera di merci soggette alle disposizioni CITES per la conservazione della fauna possono variare moltissimo. Pertanto, è bene informarsi tempestivamente presso l’autorità competente o affidarsi a una società di spedizioni specializzata in merci CITES.


Conclusioni

Innanzitutto: congratulazioni! Avete appena affrontato un tema tanto ampio quanto complesso e speriamo che ora abbiate le idee un po’ più chiare al riguardo.   

Per concludere, di seguito ricapitoliamo i punti chiave per gli esercenti online che desiderano importare piante e animali esotici in terra elvetica in conformità alle norme CITES. 

  • La Convenzione internazionale CITES è un accordo intelligente, teso a proteggere le specie a rischio d’estinzione. E ora sa perfettamente cosa significa questo acronimo, vero? 
  • Allegati 1, 2 e 3: ve li ricordate tutti? Perfetto, così saprete quali specie possono essere commerciate e quali merci sono invece assolutamente vietate. 
  • Ordinanza svizzera CITES: senza certificati non si fa nulla! Preparate tutta la documentazione PRIMA di spedire la merce. 
  • Sdoganamento: un’avventura in più atti, che potete superare senza problemi con la giusta preparazione e l’aiuto di alcuni tool automatizzati. 
  • Agente doganale o spedizioniere: il vostro assistente personale che garantisce il rispetto delle normative CITES evitandovi ogni stress o che vi aiuta ad adottare le strategie di sdoganamento più adatte. Affidatevi a una società specializzata per evitarvi sistematicamente grane e seccature. 
  • Autorizzazione permanente d’importazione: il sogno di chi introduce in Svizzera grandi quantità di merci. La si richiede una volta sola e si può stare tranquilli per un bel po’. 
  • Vantaggi: agire responsabilmente conviene, perché consente di conquistare mercati di nicchia redditizi puntando su un’immagine positiva e su una clientela fedele.

Ora sapete tutto ciò che serve per far decollare la vostra attività di e-commerce online nel rispetto della CITES!


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